BORNEO SPORENBURG _ Amsterdam

BORNEO SPORENBURG _ Amsterdam

Borneo e Sporenburg sono le ultime penisole orientali dell’area portuale di Amsterdam. Dopo il conflitto mondiale il porto iniziò a perdere progressivamente importanza fino a quando, negli anni ’60, con la costruzione del grande sistema interportuale di Amsterdam, lo scalo divenne un’area dismessa e degradata. A partire dagli anni ottanta, grazie anche alla posizione strategica rispetto al centro della città, l’area venne riscoperta dall’Amministrazione Comunale e destinata all’edificazione residenziale.

Il piano di trasformazione dei docklands rappresenta una delle soluzioni urbanistiche più interessanti degli ultimi anni. Il progetto è firmato dallo studio West 8 di Rotterdam e ad oggi risulta completato. L’obiettivo della municipalità di Amsterdam era quello di recuperare l’area urbana realizzando un nuovo quartiere residenziale di circa 2500 nuove abitazioni con un’ampissima offerta di variazioni di tipo edilizio a schiera (organizzato attorno a patii e terrazze). Il 30% delle nuove abitazioni è stato destinato al social housing mentre il restante 70% è stato destinato all’edilizia privata. Sessanta lotti di questa seconda quota sono stati assegnati ad un coraggioso progetto chiamato free parcels: si tratta di lotti dove i singoli proprietari hanno potuto realizzare la propria abitazione in base ai propri desideri ed esigenze, avvalendosi di un progettista a loro scelta. Il masterplan è stato impostato su una serie di lotti stretti e lunghi posti parallelamente al fiume IJ. Lo schema insediativo è interrotto solamente in alcuni punti, dove sono stati necessari realizzare ponti per la circolazione ciclopedonale interna al quartiere.

L’area urbana destinata alle free parcels è una striscia di terra suddivisa in due isolati allineati tra loro e denominati Bo6 e Bo7. Gli isolati hanno una larghezza di 16 metri e una lunghezza complessiva di 270 metri e sono separati da ponti pedonali che collegano le due ramificazioni. Il terreno è suddiviso in sessanta lotti chiamati kavels e hanno solo due fronti liberi: uno su strada e uno sull’acqua. I due lati laterali sono completamente ciechi e delimitano la struttura portante delle case. I lotti sono il risultato della volontà di adottare la tipologia di casa a schiera, reinterpretata e riadattata dal punto di vista funzionale e organizzativo. Il piano, infatti, recupera la tradizionale casa a schiera di Amsterdam reinterpretata in chiave moderna. Per garantire l’uniformità progettuale sono state stabilite delle norme per indirizzare la progettazione di ogni unità abitativa e per promuovere i giovani progettisti, la municipalità ha stilato una lista di giovani architetti affermatisi attraverso concorsi e premi nazionali e internazionali tra cui gli MVRDV, Heren 5, Koen van Velsen: questo elenco non ha voluto rappresentare un’imposizione, ma piuttosto un suggerimento per orientare le scelte verso soluzioni progettuali innovative.

Il risultato delle free parcels è una varietà di soluzioni tipologiche e organizzative, spaziali e formali. Sono infatti state realizzate case per single, anziani, coppie con o senza figli. In linea di massima al piano terra si trovano gli ingressi alle abitazioni e gli accessi ai posti auto. Le abitazioni sono state realizzate seguendo lo schema zona notte/zona giorno, ma prevedono particolari percorsi interni, assenza di pareti, ambienti a doppia altezza e soggiorni con patii e viste panoramiche sul paesaggio circostante.

Fonti:

Oscar Eugenio Bellini “Free parcels un’innovazione tipologica al quartiere Borneo Sporenburg” Maggioli Editore 2007.

Immagine aerea www.architour.nl/amsterdam-docklands

Fotografie Arch. Silvia Lazzari

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